L’essenziale è invisibile agli occhi.

Quante volte in quest’ultimo periodo è stato utilizzato l’aggettivo essenziale, inizialmente per definire le professioni considerate indispensabili a gestire la pandemia: medici, infermieri e operatori sanitari.
 
Poi, quando la messa in atto di misure di sicurezza ha permesso progressivamente di contenere l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia, si è iniziato a parlare di progressiva riapertura delle attività produttive considerate sempre essenziali: industrie, cantieri, ristorazione, attività legate alla cura della persona, ma ancora oggi nulla si sa in merito alla riapertura delle scuole e delle attività culturali: cinema, teatri, musei, festival letterari e tanto altro ancora destinato a soddisfare il bisogno di socialità dell’uomo.
 
E allora mi è venuto in mente il bellissimo passaggio de Il Piccolo Principe di Antonie de Saint- Exupéry quando appare la volpe e chiede di essere addomesticata.
 
“Che cosa vuol dire addomesticare?” chiede il Piccolo Principe
 
“E’ una cosa molto dimenticata.” risponde la volpe “Vuol dire creare dei legami … “
 
“Se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu per me sarai unico al mondo, e io sarò per te l’unica al mondo.”
 
“Se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò il rumore dei tuoi passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo mi farà uscire dalla tana, come una musica…”
 
“Se tu mi addomestichi, i campi di grano, che ora non mi ricordano nulla, mi ricorderanno il colore dorato dei tuoi capelli. E allora sarà meraviglioso, perché il grano dorato mi farà pensare a te e amerò il rumore del vento nel grano…”
 
“Sì” risponde il Piccolo Principe “ ma non ho molto tempo. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose nuove.”
 
“Non si conoscono che le cose che si addomesticano” disse la volpe “ Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla.Comprano dai mercanti le cose già fatte, ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se vuoi un amico addomesticami!”
 
“E come si fa?” chiede il Piccolo Principe
 
Bisogna essere molto pazientie poi ci vogliono i riti
 
“ Che cos’è un rito?”
 
“Anche questa è una cosa dimenticata da tempo. I riti rendono un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore.”
 
E’ così il Piccolo Principe addomesticò la volpe.
 
Quando per il Piccolo Principe si trattò di proseguire il viaggio dovette dire addio alla volpe che, in segno di gratitudine per averla addomestica, gli regalò il suo segreto.
 
“Addio” disse la volpe al Piccolo Principe “ Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.”
 
“L’essenziale è invisibile agli occhi” ripete il Piccolo Principe per ricordarselo.
 
E’ da quando è iniziata la pandemia che rifletto sull’aggettivo essenziale, proprio perché il Foyer si occupa di attività formative e culturali e queste non sono mai state citate tra quelle essenziali e per queste attività mancano a tutt’oggi reali e concrete prospettive di ripresa.
 
Non entro ulteriormente nel merito di cosa è considerato da ciascuno di noi essenziale, penso che la volpe sia stata sufficientemente chiara quando dice che “non si vede bene che con il cuore”.
 
Mentre mi ritrovo a mettere nero su bianco questi miei pensieri, arriva la tristissima notizia della scomparsa del Maestro Ezio Bosso e il dolore si propaga fluido come un argine che cede a conferma che “l’essenziale è invisibile agli occhi.”
 
Grazie Maestro per averci insegnato a sentire con il cuore.
 

Fausta