L’alfabeto di Foyer: identità e valori

Mai come in questo periodo molti di noi hanno avuto la possibilità di riflettere sui valori che definiscono la nostra identità.E’ importante sfruttare il tempo che abbiamo a disposizione per interrogarci sul significato delle nostre azioni non solo in relazione a noi stessi, ma all’intera comunità.
 
La realtà ci dimostra ogni giorno come i nostri comportamenti siano in grado di influenzare ciò che ci circonda; averne la consapevolezza può rappresentare una forza che dobbiamo essere in grado di sfruttare per comunicare in maniera efficace quali sono i valori in cui crediamo.
 

Quanto ho pensato al progetto Foyer questi sono stati i pensieri a cui ho cercato di dare voce.

 
Il progetto si chiama Foyer perché è ospitato negli splendidi locali della scuola di teatro Spazio H.Vox di Brescia; inoltre foyer in francese significa casa: una coincidenza di significati che mi è sembrata molto importante.
 
La casa è tendenzialmente un luogo in cui stiamo bene, dove ci sentiamo a nostro agio, un luogo che ci piace, che rispecchia la nostra personalità e i nostri canoni di bellezza e accoglienza.
 
Il nome chiaramente non basta: occorre avere ben chiari i valori che si vuole che il progetto incarni e comunichi. E la comunicazione passa anche dal logo che si sceglie.
 

il logo del Foyer incarna perfettamente quella che è la filosofia che voglio comunicare e i valori che ne conseguono.

 
Quello che vorrei che accadesse all’interno del Foyer è che venisse messo al centro l’ individuo: il suo tempo, i suoi interessi, le sue potenzialità e i suoi desideri perché credo nell’essere umano e nella capacità di ciascuno di noi di fare la differenza con impegno passione.
 
E’ per questo motivo che ritengo il logo del Foyer perfettamente intonato ai valori che vuole significare; infatti nella lettera “O” della parola Foyer è disegnata una poltrona, bella e comoda, dove potersi sedere e accogliere il piacere di stare con se stessi e con gli altri. E poi mi rappresenta anche nella sua dimensione estetica: è glam e pop, ma al contempo vintage e contemporaneo. Versatile ed eclettico, come mi sento anch’io e come siamo tutti noi quando non ci limitiamo a una sola definizione di noi stessi.
 
E poi c’è il #difausta del quale vi parlerò un’altra volta perché racconta anche una bella storia di amicizia, collaborazione e ascolto.
 
L’invito, soprattutto in questo periodo di grande silenzio, è quello di metterci in ascolto di noi stessi e degli altri e capire quali sono i valori che ci rappresentano e i relativi comportamenti.
 
Prenderci questo tempo dilatato per cercare la definizione di noi stessi più completa e coerente possibile. Senza accontentarci ma scavando nella profondità della nostra anima.
 

Fausta