La relazione è vita.

La relazione è vita.
 
La relazione è vita. È scambio, incontro, confronto, ascolto, evoluzione, opportunità.
 

Le relazioni sono linfa vitale per il Foyer.

 
Sono, direi, la quintessenza del Foyer. Perché dalle relazioni nascono i nostri progetti, perché nel confronto nascono nuovi modi di vedere il mondo e di affrontarlo e si sviluppa la bellezza delle nostre vite.
 
In questi tempi di emergenza la relazione fisica è venuta meno, ma fortunatamente, per la prima volta nella storia, i social ci hanno aiutato a rimanere in contatto, condividendo, per quanto possibile, non solo messaggi di incoraggiamento e vicinanza, ma anche esperienze artistiche, didattica, lavoro, solidarietà, informazione.
 
La distanza forzata ci ha obbligato a trovare nuovi riti virtuali o, forse, a ritrovarne alcuni, a cui, prima della crisi, non dedicavamo più tempo – come leggere un libro, cucinare, osservare la natura, prenderci cura di noi e degli altri.
 
Anche per il lavoro qualcosa è cambiato. Molte aziende hanno attivato lo smart working e se sicuramente l’iniziativa è incoraggiante e anche, per certi versi, rivoluzionaria, non mancano le difficoltà nell’affrontare questa sfida. A tal proposito ho trovato molto interessante l’articolo di Chiara Battaglioni, professional organizer, che propone una serie di strumenti e metodi per lavorare da casa rivolti soprattutto a chi è la prima volta che si trova in questa situazione (link all’articolo)
 
È chiaro che gli strumenti che abbiamo messo in campo in questo periodo difficile possono aiutarci ad affrontare il momento presente. Ma è innegabile che il valore della relazione fisica, l’incontro dal vivo in un luogo pensato per lavorare e sviluppare conoscenza e bellezza, così com’è stato pensato il Foyer, non è sostituibile da ciò che il mondo virtuale ci offre.
 

E dopo questa crisi torneremo, io mi auguro, alle relazioni con più riguardo e autenticità.

 
Vivere l’arte e la cultura occhi negli occhi, incrociare le fragilità altrui e accoglierle, condividere emozioni e conoscenza, sono questi i nuovi riti culturali dei quali vorrei farmi portatrice grazie al Foyer.
 

Fausta